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Affitto o acquisto? La tendenza sta cambiando

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In Europa succede da tempo: in Germania i locatari sono oltre il 57%. E in Inghilterra vanno in affitto i due terzi degli under 45: la chiamano “Generation rent”.

E in Italia? Resiste ancora la cultura della casa di proprietà? A guardare bene, anche da noi qualcosa si muove. Nel 2005 il 71% degli italiani che cercavano casa puntava all’acquisto, ora la percentuale è scesa al 58%. Probabilmente intorno al 2025 affitto e vendita saranno testa a testa ed emergeranno nuove forme di condivisione degli appartamenti.

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Anche se le condizioni sono favorevoli all’acquisto, perché i prezzi delle case si sono abbassati e gli interessi danno respiro, le banche rendono difficile l’accesso ai mutui. A conti fatti, conviene andare in affitto: non bisogna affrontare spese collaterali né avere a che fare con gli istituti di credito, si è più liberi di trasferirsi, cambiare lavoro, spostare capitali in nuove imprese.

Certo, la generazione che va dai 18 ai 35 anni fa prima di tutto una scelta economica: non hanno un capitale iniziale, non hanno uno stipendio fisso. Ma la crisi o la mancanza di liquidità c’entrano fino a un certo punto. Molte famiglie, in realtà, potrebbero permettersi di investire nel mattone, eppure sceglie di non farlo per effetto della svalutazione nel tempo.

Un sondaggio Ikea mostra che tra i giovani sta cambiando il concetto di abitazione. Non è più un bene rifugio come era per i nostri padri, ma bene condiviso dove l’avere una stanza in più da scambiare o mettere in affitto online è diventata un’esigenza.

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