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Quanto conviene la riqualificazione energetica delle case?

riqualificazione energetica delle caseDi riqualificazione energetica delle case si parla con sempre maggiore insistenza negli ultimi anni. Importanti vantaggi di natura fiscale hanno consentito agli italiani di metter mano all’efficientamento energetico delle proprie abitazioni fruendo di significativi sconti, e agevolando in tal modo l’obiettivo della riduzione degli sprechi.

Ma quanto conviene veramente dar seguito a interventi di riqualificazione energetica immobiliare?

Secondo quanto sosteneva un recente approfondimento curato da SOS Tariffe, in Italia gli investimenti in riqualificazione energetica converrebbero, eccome. In alcuni casi le bollette del gas o dell’energia elettrica possono essere portate in riduzione di circa il 15 per cento, con un contemporaneo incremento dei valori di mercato dell’immobile del 7 per cento.

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Sempre secondo quanto sosteneva la ricerca compiuta dal portale di comparazione tariffe, che riprendeva i dati oggetto di un recente studio di Enea, I-Com e Assoimmobiliare, “in 20 anni, un edificio in classe energetica G (la meno efficiente) consuma energia elettrica e/o gas per circa un 25% del suo valore di mercato; se l’immobile è classe F, l’impatto dei consumi scendono al 13,6%, e al 10% in classe energetica E. Un edificio classe A+, come suddetto, richiede soli 15 euro al m2 per il riscaldamento e la produzione d’acqua calda per 20 anni”.

Ad ogni modo, non mancano i lati negativi della vicenda. Il mercato residenziale non ha ancora saputo dare valore alle proprie caratteristiche energetiche, visto e considerato che – sosteneva il portale Immobiliare.it – oggi solamente il 53 per cento degli annunci in vendita segnalerebbe correttamente gli obbligatori indici di prestazione. “L’attuale sistema, basato su una etichettatura che richiama quella in uso per gli elettrodomestici, non pare in grado di fornire ad un compratore medio delle informazioni sufficienti a valutare l’effettivo impatto economico delle prestazioni energetiche nel lungo termine” – affermava in merito l’indagine Enea, lasciando pertanto ampi spazi di miglioramento in questo importante comparto di riferimento.

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