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I gravi danni dell’Imu 2013

danni dell'Imu 2013 L’Imu 2013 è “devastante” per il mercato della casa. A denunciarlo – come avevamo anticipato alcuni giorni fa – è stato il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, che in una lunga intervista rilasciata al giornalista Gian Maria De Francesco (Il Giornale), segnala puntualmente quali sono state le conseguenze sul mattone derivanti dall’introduzione della nuova imposta municipale unica, che da quest’anno farà compagnia alla rivisitata tassa sui rifiuti (Tares).

Stando a quanto affermato da Sforza Fogliani, “il mercato immobiliare è bloccato. Un tempo si acquistava un immobile per avere una rendita aggiuntiva in età matura da aggiungere alla pensione, ma ora le locazioni non rendono più e, quindi, tutto si è fermato”. Ed effettivamente, a voler dar conforto al presidente Confedilizia con gli ultimi numeri statistici forniti dall’Agenzia del Territorio, appare ben evidente come le compravendite immobiliari siano crollate del 24,8 per cento, crollando sotto la soglia del milione di euro. In basso anche i prezzi delle abitazioni, in flessione del 2,7 per cento (ma del 4,7 per cento isolando solo quelle esistenti).

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Sforza Fogliani non sembra aver dubbi quando si tratta di comprendere quali sono state le cause di una simile evoluzione. “È un momento di smodata pressione fiscale, scaricata sulla proprietà edilizia, l’unica chiamata a tamponare in modo pesante gli squilibri della finanza pubblica. Detto questo, credo che il mattone conservi sempre la sua funzione di risparmio remunerativo. Bisogna comunque sottolineare che questo blocco si è avuto in coincidenza dell’introduzione dell’Imu”.

Per quanto concerne il mercato delle locazioni, la crisi sarebbe determinata – conclude il numero 1 di Confedilizia – “perché è venuta totalmente a mancare la redditività. Ciò fa sì che le compravendite siano effettuate pressoché esclusivamente da coloro che hanno necessità di un immobile per abitarvi. Il 60% dei guadagni lordi di un investimento immobiliare è prelevato dal fisco. Se a questo si aggiungono le spese, i fitti mancati e le assicurazioni si arriva a una redditività netta compresa tra il 2 e il 3%, ovviamente quando non occorrono lavori straordinari connessi al cambio di inquilino”.

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