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Le misure previste nel pacchetto liberalizzazioni

“Costo zero” sembra essere questa la parola d’ordine delle liberalizzazioni. E’ davvero così, oppure il “costo zero” serve per addolcire la pillola e rendere più indolore possibile una medicina, forse necessaria, ma tanto amara?

Questo lo scopriremo solo quando andranno a regime tutte le misure previste nel pacchetto liberalizzazioni al vaglio della Camera. Per il momento possiamo solo dare una sbirciatina alle principali novità che troveremo nel pacchetto “regalo” che ci ha confezionato il Governo Monti.

Intanto, per favorire la tracciabilità e la lotta all’evasione fiscale, è stato disposto che le pensioni superiori ai mille euro non potranno più essere erogate in contanti. Ciò significa che i pensionati saranno obbligati ad aprire un conto corrente e a sostenerne spese di gestione.

Per limitare il “danno” si darà il via al conto corrente di base che dovrebbe garantire una serie di servizi minimi gratuiti incluso la riscossione dell’assegno di pensione senza costi aggiuntivi.

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Entro tre mesi dall’approvazione del decreto che autorizza il conto corrente di base, Ministero dell’Economia, Bankitalia, Abi, Poste e associazioni dei prestatori di servizi di pagamento dovranno stipulare una convenzione e meglio definire le caratteristiche di un conto corrente o di un conto di pagamento di base e delle commissioni da applicare sui prelievi effettuati con il bancomat tramite la rete degli sportelli automatici presso una banca diversa da quella del titolare della carta. Se allo scadere dei tre mesi dall’entrata in vigore del decreto non sarà stata firmata alcuna convenzione, le condizioni saranno dettate da un nuovo decreto del Ministero dell’Economia.

Questi vantaggi, ovviamente, riguarderebbero anche per le fasce socialmente più deboli che, secondo le previsioni, non dovrebbero pagare più l’imposta di bollo e le comunicazioni periodiche relative agli estratti conto. In ogni caso, com’era prevedibile, anche se “scontato” questo neonato conto corrente di base non sarebbe proprio a “costo zero”, al più tendente a zero. Considerato però che ci sono molti pensionati che fino ad oggi, non avendo bisogno di un conto corrente non hanno mai pagato nulla per riscuotere la loro pensione, anche il “tendente a zero” significa sostenere un costo aggiuntivo non previsto.

Anche per quanto riguarda mutui e assicurazioni il decreto prevede qualche restrizione. Le banche, si sa, condizionano l’erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita. Il decreto liberalizzazioni a tale proposito prevede che gli istituti di credito, all’accensione del mutuo, dovranno sottoporre all’utente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi. Questa norma dovrebbe andare in vigore subito dopo l’approvazione del decreto liberalizzazioni.

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