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La costa Concordia e il rischio ambientale

C’è già un ambiente molto contenuto, relativo ai fondali dell’isola del Giglio.
Lo dice il ministro dell’Ambiente, Clini, sugli effetti del naufragio della Costa Concordia.

Esiste il serio rischio che future mareggiate possano provocare l’inabissamento della nave, aggiunge, sottolineando che li vicino c’è una scarpata tra i 50 e 90 metri.

Per svuotare le 2.400 tonnellate di carburante nei serbatoi servono almeno due settimane, spiega, per la rimozione ci vorrà più tempo, ma priorità e la ricerca dei dispersi.

Sulla pratica dell’inchino dice che basta avere un pò di buon senso per capire che è un gioco pericoloso.
E annuncia una norma sulle rotte a rischio.

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Smit Savage, la società olandese incaricata da Costa Crociere di rimuovere il carburante dalla nave naufragata all’isola del Giglio, ha spiegato che per recuperare il carburante ci vorranno dalle 2 alle 5 settimane.
A riferirlo è stato Max Iguera, il responsabile della ditta per le operazioni all’isola del Giglio, secondo lui per rimuovere il relitto della Concordia, ci vorranno alcuni mesi.
Il carburante si trova dentro a una ventina di cisterne, alcune delle quali, ha detto Iguera, sono molto difficili da raggiungere, perchè si trovano sul lato sommerso della nave Concordia.

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