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La nuova Social Card 2013

La nuova Social Card Anche per il nuovo anno è stata confermata la Social Card 2013, uno strumento pensato dallo Stato per aiutare i nuclei famigliari in maggiore difficoltà.

La nuova carta, che non sostituisce l’omonima carta acquisti erogata a partire dal 2008, avrà una durata annuale e verrà introdotta in via sperimentale nei dodici capoluoghi più popolati della penisola, con un budget totale di 50 milioni di euro gestito da Comuni e Inps. Se i risultati saranno quelli sperati, nei prossimi anno la Social Card potrebbe essere estesa gradualmente anche al resto del Paese, ma intanto le famiglie devono già fare i conti con le liste e con requisiti molto stringenti.

Vediamo allora come funziona nello specifico questo strumento e come fare per richiederlo.

Iniziamo chiarendo un dubbio importante: come già detto, dal 2013 esisteranno due Social Card differenti, quella introdotta lo scorso gennaio e diventata operativa in questi giorni e quella vecchia, in vigore dal 2008, del valore di 40 euro al mese.
Per il momento saranno in vigore entrambe, anche se nel futuro è prevista una completa sostituzione di quella vecchia. In ogni caso le famiglie in possesso dei requisiti dovranno scegliere tra le due soluzioni, tenendo presente che la Social Card 2008 era rivolta solo ai cittadini con più di 65 anni e alle famiglie con figli di età inferiore ai 3 anni e con un reddito Isee fino a 6 mila euro. Anche per la nuova carta sarà l’Isee a fare la differenza nella compilazione della lista di assegnatari.

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La domanda andrà effettuata presso il Comune di residenza e, per ottenere la Social Card 2013, bisogna rientrare nei seguenti parametri:
– Situazione Isee inferiore ai 3mila euro;
– Situazione patrimoniale inferiore a 8mila euro;
– Nessun autoveicolo immatricolato nei 12 mesi precedenti alla richiesta;
– Abitazione di proprietà di valore inferiore a 30mila euro;
– Eventuali aiuti assistenziali, indennità o pensioni che non superino complessivamente i 600 euro mensili;
– In caso di famiglie di stranieri, possesso del permesso di soggiorno e residenza da almeno un anno nel Comune in cui si presenta domanda.

I singoli Comuni potranno poi integrare i requisiti con ulteriori criteri come la mono-genitorialità, il disagio abitativo, la presenza di figli disabili a carico e così via. La somma effettivamente versata sulla Social Card verrà calcolata tenendo conto di quanto appena detto, e in più considerando il numero di componenti del nucleo famigliare, con un minimo di 231 euro mensili (per il nucleo di due componenti) fino ad arrivare a un massimo di 404 euro (per le famiglie con cinque o più componenti). La prima fase del processo di assegnazione spetterà ai Comuni, che dovranno verificare e pubblicare una graduatoria delle famiglie che rientrano nei requisiti, anche se poi materialmente la carta sarà gestita direttamente dall’Inps. Al momento le città che parteciperanno alla sperimentazione sono Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Venezia e Verona. La più ricca è Roma con 11.757.543 euro, seguita da Napoli con 8.959.603 e Palermo con 6.123.946 mentre Verona otterrà la cifra più bassa con 1.114.021 euro.

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