Home / Economia / Tuttogratis Economia / La casa non può essere messa all’asta

La casa non può essere messa all’asta

casa-asta-fiscoLa riforma del Fisco è uno degli argomenti più caldi di questa prima metà di 2013, resa ancora più necessaria dal perdurare della crisi economica e dalle evidenti difficoltà di molti contribuenti nel pagare le proprie incombenze con Equitalia e lo Stato in generale. Ecco perché il governo sta pensando a una revisione complessiva delle norme che regolano il rapporto tra Fisco e contribuenti, soprattutto in merito alla riscossione dei tributi e dei crediti. Una riforma che dovrebbe muovere verso una maggiore flessibilità e attenzione per le esigenze di famiglie e imprese. Un esempio? La casa di abitazione non potrà essere pignorata e andare all’asta per coprire i debiti di un contribuente moroso.

Al momento, ovviamente, si tratta solo di ipotesi sul tavolo di lavoro, ma ormai è chiara l’intenzione di venire incontro alle esigenze dei contribuenti senza che la riscossione perda efficacia, anche per evitare i fenomeni di evasione fiscale. Un compito che vedrà in prima linea non solo Equitalia, che continuerà a riscuotere per conto dello Stato, ma anche gli enti locali che dal 2014 dovranno riorganizzare la riscossione attraverso società municipalizzate o private. La riforma segue la linea tracciata dalla Commissione Finanze della Camera che fissa come primo obiettivo la necessità di porre un limite all’esproprio della casa di abitazione in caso di contribuente moroso o dei beni funzionali all’attività in caso di azienda morosa. Una svolta importante, che dovrebbe portare piuttosto al pignoramento dei beni in caso di debito ingente ma senza che questi siano alienati al contribuente.

GUIDA FOREX PER PRINCIPIANTI

www.doveinvestire.com

Scarica la guida tua guida gratuita al trading e agli investimenti online.
Scarica l'ebook ed inizia a fare trading con successo!

Questo significa che la casa potrà essere messa in ‘congelatore’ ma non venduta all’asta dal creditore per saldare i debiti del moroso. Una seconda importante novità dovrebbe riguardare il principio del “solve et repete”, che implica l’obbligo di pagare almeno un terzo delle somme chieste dal Fisco prima di poter presentare un ricorso. Allo studio ci sono alcuni casi di possibile esenzione, che potrebbero riguardare i contribuenti nei cui confronti l’amministrazione fiscale non contesti comportamenti fraudolenti o dolosi. Per facilitare il rientro dal debito, poi, si sta pensando alla possibilità di pagamenti rateali per consentire una dilazione di pagamento più lunga con rate più leggere: il numero massimo delle rate mensili potrebbe salire rispetto alle 72 di oggi, facendo cadere anche il vincolo di una rata minima da cento euro.

La parola d’ordine è ‘tolleranza’, un termine che quasi mai fino ad oggi è stato accostato a Equitalia e alle società di riscossione in generale. Il governo vuole cambiare questa immagine rendendo più flessibile il rapporto con i cittadini consentendo, in caso di scarsa liquidità, anche qualche mancato pagamento purché alla fine si saldi il debito: oggi è possibile saltare un massimo di cinque rate nell’arco dell’intero piano di rateizzazione, beneficio che decade però se il contribuente salta due rate consecutive. L’idea è di portare il limite a non più di tre consecutive, senza conseguenze per il piano di dilazione dei pagamenti. Per sapere come andrà a finire ci vorrà ancora del tempo, anche perché la riforma fiscale si inserisce in un contesto più ampio in cui si trovano anche altre riforme fondamentali, come quella del catasto (prevista in non prima di 5 anni).

Continua la lettura dell’articolo su Tuttogratis Economia


Scarica gli ebook sul trading gratuiti

Ti potrebbe interessare:

Crisi economica ormai finita e inizio della ripresa vicino. Chi ci crede ancora?

Nel 2008 l’Europa è stata investita dal vento di crisi economica partito dagli Stati Uniti, ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.