Home / Economia / Tuttogratis Economia / Il decreto sulle liberalizzazioni porta novità sul settore Rc auto

Il decreto sulle liberalizzazioni porta novità sul settore Rc auto

Il direttore Auto di Ania ha sollevato alcune perplessità in merito alle misure introdotte dal Governo Monti in materia di assicurazioni.

Il decreto sulle liberalizzazioni contiene cinque articoli (dal 28 al 33), finalizzati a risolvere alcuni nodi problematici riguardanti l’assicurazione auto.

Le misure definite dal Governo Monti si muovono in due direzioni: introduzione di meccanismi per la riduzione delle tariffe, che solo nel 2011 hanno subito un aumento del 5,4%, e la lotta al fenomeno delle frodi assicurative.

In particolare, sono funzionali al primo obiettivo provvedimenti, come l’installazione a bordo della scatola nera con annesso sconto sul premio assicurativo, il confronto obbligatorio tra preventivi di compagnie assicurative concorrenti, il risarcimento in forma specifica in alternativa al rimborso per equivalente. Per arginare il crescente fenomeno delle frodi commesse a danno delle assicurazioni è, invece, prevista la sospensione immediata della procedura di rimborso qualora emergano sospetti di frode, l’obbligo per le imprese di comunicare periodicamente all’Isvap le misure adottate nei confronti di quei sinistri considerati “sospetti” e, infine, controlli a tappeto su tutto il personale medico e paramedico che attesta false lesioni.

“I provvedimenti approvati dall’Esecutivo sono condivisibili, ma hanno un’efficacia relativa ai fini della riduzione dei costi e, quindi, dei premi” – ha dichiarato Vittorio Verdone, Direttore Auto di Ania. Secondo Verdone, per ridurre le tariffe Rc auto è prima di tutto necessario intervenire sui costi. Le norme che disciplinano i risarcimenti in chiave anti speculativa sono utili, ma non sempre sono altrettanto precise e di facile applicazione. Per esempio, non è chiaro a che cosa si riferisca il 30% di taglio del rimborso che scatta, quando il danneggiato sceglie il risarcimento in forma equivalente. Secondo Verdone non sarebbero sufficienti i 30 giorni di sospensione dell’offerta risarcitoria per verificare l’eventuale esistenza di una frode.

GUIDA FOREX PER PRINCIPIANTI

www.doveinvestire.com

Scarica la guida tua guida gratuita al trading e agli investimenti online.
Scarica l'ebook ed inizia a fare trading con successo!

Quanto ai contratti con scatola nera, il rischio è che i costi necessari per l’installazione del dispositivo elettronico, che sono peraltro particolarmente onerosi, impediscano gli effettivi vantaggi dei consumatori, poiché suscettibili di alterare “gli equilibri economici sui quali si fondano le offerte del mercato”. A destare perplessità è anche la norma che abbassa a 5 giorni il termine per effettuare la perizia dei danni nel caso in cui l’assicurato decida di non procedere alla riparazione. Come, infatti, ha precisato Antonio Pietrini, Presidente Asais (Associazione per l’analisi degli incidenti stradali) “in questo modo si finirebbe per mettere maggiormente a rischio la qualità della perizia nella Rc auto”. Secondo Pietrini, cinque giorni sarebbero troppo vincolanti e incompatibili con le attuali tariffe, che hanno già costretto molti validi professionisti ad abbandonare il loro settore di pertinenza. L’impegno previsto dal decreto sulle liberalizzazioni ridurrebbe di molto il numero di perizie praticabili, che, quindi, dovrebbero essere pagate il triplo, con conseguente “ritocco” dei premi di assicurazione pagati dagli automobilisti. Infine, per Verdone il Governo Monti dovrebbe emanare una griglia per la valutazione economica dei danni gravi alla persona (così come previsto dall’articolo 138 del Codice delle assicurazioni), oltre ad escludere dai rimborsi tutte quelle lesioni che non sono certificate da accertamenti diagnostici, misure che se introdotte arriverebbero a diminuire le tariffe Rc auto del 20%.

Continua la lettura dell’articolo su Tuttogratis Economia

Ti potrebbe interessare:

L’Auto è sempre più un lusso per gli italiani

Quanto ci costa l’auto? E’ forse questa la domanda più frequente che si pongono gli ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.