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Facebook si prepara per lo sbarco nei mercati azionari

La questione Facebook in Borsa sta facendo parlare di sé e intanto i legali della società hanno preparato i documenti per la quotazione in borsa per arrivare a uno dei titoli legati ad internet, che avrà una quotazione pari a 5 miliardi di dollari, anche se qualcuno ha parlato anche di 10 miliardi. Da tutto ciò si riesce bene a comprendere che il valore della compagnia del noto social network è pari ad una cifra compresa tra 75 e 100 miliardi di dollari. I titoli di Facebook corrisponderebbero ad un’offerta fra i 30 e 40 dollari. Il tutto si appresta a divenire l’evento finanziario dell’anno.

Non si sa comunque ancora quale sarà la formula scelta dalla società per il suo collocamento in Borsa: si rimane in dubbio fra un collocamento classico, nell’ambito del quale Facebook potrà farsi guidare dalle banche e una formula simile a quella che Google aveva tentato nel 2004.

L’obiettivo di Facebook
Ciò che è certo è che Facebook, con i suoi 800 milioni di utenti, i quali potrebbero arrivare a quota un miliardo entro la fine dell’anno e con gli introiti ricavati dalla pubblicità, riuscirà a condizionare l’economia, con l’obiettivo principale di trovare nuove risorse finanziare, in modo da supportare al meglio lo sviluppo della società e dei servizi offerti.

L’opinione di Oscar Giannino
L’economista Oscar Giannino, a proposito dell’entrata in Borsa di Facebook, in un editoriale pubblicato su Wired, ha fatto notare: “Di Facebook, per poter esprimere giudizi di valore di un qualche fondamento non sappiamo abbastanza. Come tutte le società non quotate inferiori ai cinquecento soci, secondo le norme americane può tenersi quasi tutti i dati nel cassetto. Il giro d’affari 2011 stimato dagli osservatori oscilla tra i 3 e i 4 miliardi di dollari, ma è una forchetta amplissima. Idem dicasi per il margine di utili, c’è chi dice 300 milioni, chi oltre 500. Certo, sappiamo che Facebook ha solo 3000 dipendenti, non i 90mila di Microsoft o i 31mila di Google. Ma quale sia la marginalità pubblicitaria, e su che valutazioni e proiezioni di commercializzazione e profilatura clienti aperta a terzi si basino le prospettive di crescita della piattaforma in realtà noi non lo sappiamo, e saranno i banchieri d’affari che dovessero pilotare l’IPO a scrivere le carte sulla cui base il mercato abboccherebbe. A oggi, sono tutte congetture. L’unica cosa di cui sono certo è che un multiplo di 20 o addirittura 30 volte il fatturato è completamente lunare.”

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I dettagli del collocamento in borsa
Non si conosce la data dello sbarco di Facebook nei mercati azionari. Si fanno delle ipotesi, che vertono sui mesi di maggio o giugno.

Le banche che potrebbero seguire Facebook nel suo arrivo a Wall Street potrebbero essere Morgan Stanley e Goldman Sachs.

La storia di un successo in cifre
Facebook è stato fondato nel 2004 e da allora in poi il successo è stato notevole, tanto che il celebre social network può essere considerato il secondo sito più visitato, dopo Google. I suoi iscritti attuali sono 800 milioni, ma si prevede che il numero crescerà, fino a raggiungere un miliardo di utenti nell’agosto del 2012.

Mark Zuckerberg, allora studente all’Università di Harvard, è stato aiutato da Andrew McCollum e da Eduardo Saverin nella realizzazione della rete sociale. In poco tempo numerosi studenti decisero di iscriversi al servizio.

L’espansione di Facebook coinvolse anche altre Università. Nel 2005 è stato registrato il dominio attuale e nel 2006 il social network cominciò ad essere utilizzato anche nell’ambito delle grandi aziende. La fortuna che Zuckerberg è riuscito ad accumulare è pari a 18 miliardi di dollari.

Facebook ricava molti dei suoi guadagni dalla pubblicità e nel 2011 i suoi guadagni sarebbero stati pari a 4,27 miliardi di dollari. Di questi, 3,8 miliardi di dollari sono stati ricavati proprio dalla pubblicità.

Attraverso un’opera di potenziamento delle sue risorse, Facebook è arrivato a conquistare il 27,9% del mercato, superando anche Yahoo. Nel 2011 la società avrebbe registrato un utile operativo di 1,5 miliardi di dollari.

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