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Come saranno i licenziamenti con il nuvo Articolo 18

Per evitare abusi nei licenziamenti ci sarebbero delle proposte allo studio da parte degli esperti del Ministero della Giustizia e di quello del Lavoro.

La riforma dell’articolo 18 sta impegnando tanto gli esperti, alla ricerca di una soluzione ai possibili fraintendimenti e a qualche incongruenza. Evitare gli abusi, insomma, sembra possibile, ma alla base deve esserci uno studio ragionato delle varie possibilità. E la nuova ipotesi è relativa alla presenza della decisione di un giudice.

A cura di Gianluca Rini

Il giudice dovrebbe stabilire se in un caso di licenziamento per motivi economici ci sono degli elementi discriminatori alla base. Il Governo aveva approvato un testo diverso, che prevedeva la possibilità da parte del licenziato di dimostrare la discriminazione, senza la presenza di un giudice.

Un’altra possibilità di modifiche è relativa alla flessibilità in entrata, un modo per limitare il precariato che coinvolge sempre più giovani. Il lavoro da parte del Ministero dovrebbe concludersi in pochi giorni.

Le novità sui licenziamenti

Il licenziamento per motivi economici prevede molte novità nell’ambito delle disposizioni previste dal Governo. Le motivazioni di carattere economico possono riguardare anche ragioni di gestione aziendale. Come prima cosa l’azienda manda una lettera alla direzione territoriale del lavoro e viene istituita una commissione per gestire la conciliazione. Il decreto prevede che le parti venga convocate entro sette giorni dal ricevimento della lettera.

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L’azienda non può licenziare finché non sarà completata la conciliazione. Quando inizierà il confronto l’azienda dovrà dimostrare che non esiste altra alternativa e il lavoratore dovrà indicare delle alternative.

La riforma mette in evidenza che tutto deve essere registrato in un verbale, che verrà dato al giudice se la conciliazione fallisce. Dopo la fase conciliatoria il datore di lavoro può inviare la raccomandata di licenziamento e il lavoratore ha 60 giorni per impugnarla.

E’ previsto anche il dibattimento in tribunale con l’intervento del giudice, una fase per la quale la legge prevede il rito abbreviato.

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I sindacati non vedono positivamente le proposte del ministro Fornero a proposito dell’articolo 18, che ha espresso la possibilità di fare delle modifiche. I sindacati vogliono che tutto venga mantenuto allo stato attuale, anche per quanto riguarda i licenziamenti disciplinari, e dello stesso parere è anche il Pd, che si mostra comunque più favorevole all’eventualità di escludere dal reintegro sul posto di lavoro i dipendenti licenziati per motivi economici al di là di fattori soggettivi.

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