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Come funziona la detrazione per il risparmio energetico

detrazione per il risparmio energeticoTorna anche per il 2013 la detrazione del 55% sugli interventi di risparmio energetico, volti alla riqualificazione degli immobili già esistenti. Per questi interventi è stabilita una detrazione del 55% da effettuarsi sul modello 730/2013, nello specifico al quadro E – righi da E61 a E63. La scadenza per la comunicazione delle spese sostenute è il 2 aprile, tenendo presente che si riferisce soltanto ai lavori di risparmio effettuati a cavallo tra il 2012 e 2013, con pagamento effettuato nel 2012 ma non completati nell’anno solare precedente. Cerchiamo allora di capire come funziona la detrazione del 55%, che differenza c’è con una simile detrazione del 50% e, soprattutto, chi può usufruire dello ’sconto’.

Il destino della detrazione al 55% sul risparmio energetico è stato a lungo in bilico, ma alla fine il governo Monti ha deciso di confermarla anche per il 2013. Nei prossimi mesi, comunque, le regole potrebbero cambiare con una riduzione del totale detraibile, quindi per chi ha già i requisiti vediamo le regole per accedere all’agevolazione per i lavori di risparmio energetico.

In cosa consiste la detrazione

Si tratta in pratica del riconoscimento di detrazioni d’imposta del 55% sulle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti. In pratica riduzioni dall’Irpef e dall’Ires che riguardandole spese sostenute per la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento; il miglioramento termico dell’edificio (finestre, comprensive di infissi, coibentazioni, pavimenti); l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

I limiti d’importo sui quali calcolare la detrazione variano in funzione del tipo di intervento, ma la detrazione massima consentita va dai 30mila euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione ai 100mila euro per la riqualificazione energetica di edifici esistenti. L’agevolazione è comunque ammessa entro il limite dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi, quindi le somme eccedenti non possono essere richieste come rimborso. Vediamo ora quali sono le tipologie di spesa incluse nel computo delle migliorie energetiche detraibili:

Riqualificazione globale: in questa categoria rientra qualsiasi tipo sistematico di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che incida sulle prestazioni energetiche raggiungendo i termini fissati dalla normativa. In questo caso l’agevolazione fiscale del 55% della spesa totale sostenuta si applica su un ammontare massimo di 100mila euro che corrispondono ad una spesa per l’intervento di € 181.818,18.
Involucro edilizio: in questa categoria ricadono interventi come la coibentazione delle coperture, delle pareti, dei pavimenti e la sostituzione degli infissi. Si tratta di migliorie cui si applica le detrazione del 55% per un ammontare massimo di 60mila euro, pari ad una spesa totale di € 109.090,91.
Pannelli solari: si può accedere alla detrazione anche nel caso di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per edifici domestici o industriali, per un ammontare massimo di 60mila euro, pari ad una spesa totale di € 109.090,91. L’agevolazione viene concessa non solo gli edifici residenziali, ma anche tutte le strutture riguardanti attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda.
Climatizzazione invernale: è inserita tra gli interventi detraibili anche la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, a patto che il nuovo generatore di calore sia a condensazione e che sia messo a punto il sistema di regolazione, con l’installazione di valvole termostatiche sui radiatori. L’ammontare massimo detraibile è di 30mila euro, pari ad una spesa totale di € 54.545,45.

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A chi si rivolge la detrazione

La condizione indispensabile per fruire della detrazione del 55% sulle spese è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici o parti di essi già esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali. La prova dell’esistenza dell’edificio può essere fornita o dalla sua iscrizione in catasto, oppure dalla richiesta di accatastamento. Ne deriva quindi che non sono soggette a detrazione le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile. Chiariamo che le detrazioni sono applicabili anche ai costi della manodopera e alle parcelle dei professionisti, così come anche ai ponteggi e a tutte le opere provvisionali.

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In ogni caso i benefici per la riqualificazione energetica degli immobili spettano solo a chi utilizza gli stessi, quindi per una società non è possibile fruire della detrazione in riferimento ad immobili locati. Sono invece ammessi i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori, ma solo nel caso che i lavori non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione. Infine, si ha diritto all’agevolazione anche nel caso in cui il contribuente finanzia la realizzazione dell’intervento di riqualificazione energetica mediante un contratto di leasing.

Detrazione non cumulabile

E’ bene chiarire che la detrazione d’imposta del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi, come la detrazione del 36% per il recupero del patrimonio edilizio o la detrazione 50% per le ristrutturazioni edilizie. Nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico, sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente dovrà scegliere uno dei due benefici fiscali.

In realtà si tratta di casi isolati in cui sono stati realizzati interventi che ricadono nelle due differenti categorie di detrazione. La scelta tra detrazione del 50% e del 55% può avvenire ad esempio nei casi di interventi su fabbricati a uso abitativo che comportano la sostituzione della caldaia o la sua conversione con un altro tipo di combustibile; oppure la sostituzione degli infissi esterni esistenti con altri di tipologia, colore e materiali differenti, l’installazione di sistemi per la contabilizzazione del calore o la termoregolazione nei vari locali dell’edificio o, infine, la posa in opera di un cappotto termico e l’isolamento termico dei solai. Quale delle due scegliere, nel caso?

Ovvio che a livello di percentuali la riqualificazione energetica vale di più, ma è anche necessario considerare che per ottenere la detrazione del 55% è obbligatorio consegnare una serie di documentazioni piuttosto complesse e (spesso) costose, dato che si tratta di interventi più importanti. Se la ristrutturazione non è così complessa conviene quindi puntare sulla detrazione 50%, che comporta minori costi da sostenere per dotarsi della certificazione. E’ importante considerare, infine, che nessuna delle suddette detrazioni è cumulabile con eventuali incentivi riconosciuti dalla Comunità Europea, dalle Regioni o dagli enti locali, quindi anche in questo caso bisogna effettuare una scelta tra le varie agevolazioni.

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