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A chi è rivolto il nuovo Redditometro?

A chi è rivolto il nuovo Redditometro?Ancora deve entrare in azione, ma il Redditometro 2013 continua a far parlare di sé, tra annunci e cambi di rotta: questa volta a parlare è proprio l’Agenzia delle Entrate, cui sarà deputato l’utilizzo dello strumento per i controlli sui redditi dichiarati e quelli effettivi.

Scovare le sacche di evasione fiscale è lo scopo ultimo del redditometro, che però in qualche modo vede in questi giorni smorzata la sua potenza: è stato infatti annunciato che i risparmi non finiranno sotto la lente d’ingrandimento del Fisco.Vediamo allora cosa cambia.

Prima di tutto spieghiamo come funziona il meccanismo di controllo: il redditometro, attraverso l’analisi di diverse categorie di beni e servizi, scava alla ricerca di eventuali discrepanze tra reddito dichiarato e reale tenore di vita. Qualora la cifra dichiarata sia inferiore del 20% rispetto a quanto ci si aspetterebbe, il Fisco può far scattare i controlli e chiamare il contribuente a rispondere di questa differenza. Per 26 di queste voci di spesa, si prevedeva di utilizzare i dati emergenti dall’Anagrafe tributaria in rapporto con le spese medie Istat relative al tipo di famiglia cui appartiene il contribuente e alla sua area geografica.

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Proprio da qui partono le novità. In un videoforum rivolto alle associazioni di categoria, l’Agenzia delle Entrate ha voluto specificare che il redditometro 2013 non opererà alcun confronto preliminare con le spese medie Istat, che verranno analizzate solo in un secondo momento, ovvero qualora sia già stata stabilita una discrepanza e vi sia quindi un contraddittorio tra Fisco e cittadino. Le uniche spese Istat analizzate fin da subito saranno quelle relative al reddito consumato (le spese per vivere e mangiare), ma anche con una limitazione, ovvero solo nel caso di investimenti e consumi per cifre molto elevate.

Questo significa anche che, per fortuna, i cittadini potranno fare a meno di conservare tutti gli scontrini a dimostrazione delle proprie spese, anche minime. Gli accertamenti verranno effettuati solo nel caso di grosse spese, e in ogni caso il reddito preso in considerazione non sarà solo quello dell’anno d’imposta cui si riferisce la spesa, ma anche quello dei 4 anni precedenti alla spesa sospetta, includendo nel computo i movimenti finanziari. La buona notizia finale è che i risparmi relativi agli anni 2009 e 2010 saranno esclusi dai primi controlli del redditometro, mentre anche gli investimenti (come l’acquisto di una casa) saranno suddivisi su 5 periodi annuali, finendo per avere un peso più equilibrato sul calcolo del reddito. Buone notizie, in attesa di capire quando il redditometro 2013 entrerà effettivamente in funzione.

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