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Nuovo allarme per chi investe nel mattone

Nel gennaio 2012 la domanda nel settore mutui è calata del 44% rispetto al gennaio 2011. Stessa percentuale di perdite nell’ultimo mese dell’anno e del 46% in novembre. Sono dati forniti da EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie dell’azienda bolognese CRIF.

Nel mese di gennaio da poco terminato, il maggiore incremento di richieste è stato rilevato nella classe di durata tra i 20 e i 25 anni, ma sul totale dei casi sono i mutui di durata dai 25 ai 30 anni a costituire la fetta maggiore di richieste, ben il 30%. Anche per l’importo medio di mutuo richiesto le cifre sono in calo, precisamente una media di 134.000 euro. Dunque la richiesta è per mutui di maggiore durata maggiore con importi contenuti, sintomo dell’atteggiamento di cautela a cui è improntato il comportamento degli italiani.

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Anche l’offerta di credito si è notevolmente indebolita, con istituti che erogano prestiti seguendo criteri assai più cauti e selettivi che in passato.

Un altro dato allarmante per chi investe nel mattone è l’allargarsi della forbice tra l’offerta del mercato immobiliare e l’effettivo potere di acquisto. Con un mercato così fiacco è praticamente impossibile vendere ai medesimi prezzi a cui si è acquistato qualche anno fa.

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