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Mercato immobiliare sempre più in crisi

crisi-mercato-immobiliareIl taglio dei tassi di interesse deciso dalla Banca Centrale Europea e i prezzi delle case in calo potrebbero in teoria ridare una boccata d’ossigeno al settore delle compravendite immobiliari.

Per il momento, gli spread (ovvero i differenziali) applicati dalla maggior parte delle banche ai prestiti si aggirano ancora sul 3%: decisamente troppo per la famiglia media (prima del 2008 erano di appena l’1%). Non è un caso che lo scorso anno il numero di mutui concessi sia calato del 38%. Ora gli operatori del settore sperano che il taglio dei tassi porti a un calo degli spread. Qualche istituto ha già iniziato con lievi ribassi dello 0,10-0,20%, ma è difficile immaginare che si scenda oltre il 2,50% entro la fine dell’anno.

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Anche le somme erogate stanno lievemente aumentando e gli auspici di tutti vanno anche in questa direzione: mentre prima della crisi un prestito arrivava facilmente all’80% del valore dell’immobile, ora la quota è del 60% nel migliore dei casi. Sono ancora isolati i casi degli istituti di credito (come Intesa San Paolo) che finanziano anche il 100% dell’immobile in cambio di garanzie aggiuntive (ad esempio, i genitori come garanti) e di spread leggermente più alti. Tornano a essere proposti anche i mutui a tasso misto, ovvero quelli che consentono di passare nel corso del tempo dal tasso fisso e il tasso variabile, a seconda di quello che risulta più conveniente.

Per chi stesse cercando un mutuo, consigliamo sempre di rivolgersi a più istituti di credito e di non fermarsi alla prima proposta – è molto semplice farlo con i servizi di comparazione mutui online. Studiare bene il proprio caso e perdere un po’ di tempo può significare spuntare una differenza sullo spread che va da 0,40 di punto a un punto percentuale: per un immobile del valore di 150.000 euro può significare un risparmio dai 700 ai 2000 euro l’anno.

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