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Autunno 2011: si fa sentire la stretta del credito e volano gli interessi su mutui e prestiti

Si parla di stretta del credito (in inglese, credit crunch) quando le banche, per timore di fallimento dovuto alla diminuzione della liquidità, applicano una chiusura del credito verso i clienti, aumentando i tassi di interesse su mutui e prestiti. E’ quanto sta avvenendo da un po’ di mesi a questa parte in Italia nei confronti delle aziende e ora anche per le famiglie, soprattutto per quanto riguarda i mutui sulla casa.

Quasi tutte le banche stanno alzando in maniera sensibile lo spread, cioè il ricarico applicato sul denaro prestato, specialmente sui mutui a tasso variabile. Attualmente il tasso Euribor si aggira sull’1,56% per tutta l’eurozona e lo spread quasi mai è inferiore all’1%, mentre per alcune banche arriva al 2%. Tradotto in cifre più chiare: per un mutuo di 200.000 euro gli interessi aumentano dai 1200 ai 2400 euro l’anno, a seconda della durata. Somme cospicue, per non dire salassi.

Sui mutui per la prima casa gli spread arrivano al 3,50-3,60%, mentre solo sei mesi fa si limitavano al 2%. Ancora peggio per i prestiti al consumo, che arrivano a tassi del 9-10%, assolutamente proibitivi.

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Per le famiglie l’aumento dei costi diventa insostenibile e del resto la domanda è già notevolmente scesa da vari mesi a questa parte a causa della recessione. Gran parte delle richieste inoltrate alle banche si limitano alla ristruttuzione di debiti esistenti o alla sostituzione del mutuo e non alla richiesta di finanziamento per nuovi acquisti o investimenti.

A questa stretta del credito fa da contrappeso un gran dispendio di energie e denaro da parte delle banche per raccogliere patrimonio: a chi vincola il suo denaro a 3 anni, al momento vengono offerti dei rendimenti che sfiorano il 5% (basta dare un’occhiata alle nostre recensioni dei conti deposito negli ultimi mesi). E anche le obbligazioni a 2 anni sono arrivate a rendere il 4%. Per il momento, la priorità delle banche è una sola: ricapitalizzarsi per non morire.



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