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All’università di Padova finti poveri a lezione in Porsche

Controlli GdF su certificazioni studenti, recuperati 300.000 euro

Bicicletta? Autobus? Tram? No, meglio la Porsche per andare a lezione in facoltà. Con buona pace di tutti se poi, nell’autocertificazione per la borsa di studio, si dichiara di appartennere a una famiglia indigente.

Un caso limite che non sembra però isolato, quello portato alla luce a Padova dai controlli della Guardia di Finanza sulle dichiarazioni rese dagli universitari della città finalizzate alle richieste di contributi e benefici allo studio.

Gli accertamenti delle Fiamme Gialle su quanto ruota attorno al mondo
dell’ateneo e della popolazione studentesca non si sono limitati al
fenomeno degli affitti in nero, di per sé già insidioso. In sinergia con
l’Università di Padova, la lente d’ingrandimento dei militari si è
posata anche su coloro che, senza averne diritto, hanno illecitamente
percepito benefici economici e borse di studio attestando il falso e
scavalcando in graduatoria i veri poveri.

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