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Mutui: le perizie diventano più "magre"

dreamstimefree_2932335.jpgLe banche, visto il momento di mercato particolarmente difficile e in ottemperanza di quanto disposto da Banca d’Italia in tema di garanzie per i finanziamenti, stanno scegliendo la strada del rigore.
Oltre a stringere i criteri di valutazione dei soggetti richiedenti, ora anche la valutazione dell’immobile concesso a garanzia – che fino a poco tempo fa era di marginale importanza – diventa un tassello importante nella concessione del finanziamento o, perlomeno, nella determinazione del suo importo massimo (LTV).

Ormai quasi tutte le banche hanno finito di incaricare propri periti “benevisi” interni e si affidano a grandi società organizzate (Praxi, Crif, ecc) e la scelta del tecnico è casuale.

Queste società hanno aderito al protocollo d’intesa siglato con l’ABI dove, in breve, il valore attribuito al bene – che fino a ieri era il “valore di mercato” – viene sterilizzato.

I criteri di valutazione sono più precisi e stringenti, il valore di riferimento viene determinato consultando le tabelle elaborate dall’Agenzia del Territorio (se volete darci un’occhiata, cliccate qui) con poco margine di “interpretazione”.

Le finiture diventano quindi marginali, così come quasi tutte le caratteristiche che rendono un immobile appetibile per il privato (vista, piano, ristrutturazioni, ecc). A farla da padrone sono la zona, la metratura e la condizione generale del bene.

E’ quindi definitivamente trascorso il tempo in cui la perizia permetteva di ottenere mutui per un importo che superasse l’80% del valore dell’immobile.

Anzi, se per la casa che stiamo comprando siamo disposti a pagare un prezzo maggiore del suo valore reale (p.e. perché è vicina a un nostro parente, o attiguo alla nostra proprietà con possibilità successiva di “allargarci”), potremmo trovarci in difficoltà anche per ottenere l’80% del prezzo che realmente paghiamo.

Perché?
Perché, anche se forniamo un preliminare di vendita dove è indicato il prezzo stabilito, la banca – come regola – considera come valore “cauzionale” il minore tra quello sul contratto e quello stabilito dal perito.

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