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Le banche italiane sono le più care d’Europa. Consigli per risparmiare

Il nuovo anno è alle porte e come ogni nuovo inizio è bene riconsiderare le scelte fatte nel passato. Parliamo della scelta della banca. O meglio, del paese dove aprire un conto. Aprire un conto estero non è un reato, è una scelta che un investitore consapevole deve fare, a patto che, al momento dei rientro in patria dei fondi, ci si paghi sopra le tasse.

Secondo la Commissione europea le banche italiane sono le più care d’Europa. L’anno scorso il costo annuale sul c/c pagato dagli italiani  è arrivato fino a 253 euro, contro i 112 di media del continente. La più virtuosa è l’Olanda, che addebita solo 46 euro.

Perché queste differenze

Michel Barnier, Commissario europeo per il mercato interno e i servizi finanziari, ha tuonato contro questa discriminazione. “Perché queste differenze, abbiamo un mercato unico, numerosi paesi hanno la stessa moneta e dal 2012 disporremo anche di un sistema unico di pagamenti”

Il conto zero spese

Ritorniamo alle cose di casa nostra. Come scrive Giovanna Lantini sul Fatto Quotidiano, giornale da cui abbiamo tratto dati e informazioni, “…il conto zero spese per la maggior parte dei consumatori è solo un sogno”. E’ proprio vero: sappiamo che prelevare dagli sportelli delle altre banche costa qualche euro di più, cifra che aumenta se siamo all’Estero. “Guai poi ad andare in rosso”, scrive Lantini, “il costo vi può far piangere fino al mese successivo. Anche perché la cancellazione della commissione di massimo scoperto è stata sostituita da altre voci”.

Per l’analisi completa v’invitiamo ad acquistare Il Fatto Quotidiano 23 dicembre 2011

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Un commento

  1. Proporrei di mettere i soldi sotto il mattone, così andremo in tasca alle banche

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