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Prospettive di sbarco in Borsa per Facebook

La madre di tutte le Ipo, una quotazione che valuti la società 100 miliardi di dollari e metta subito sul mercato una quota da 10 miliardi.

Ieri i siti Internet, giornali e blog, si sono lanciati sulle prospettive di sbarco in Borsa per Facebook, sull’onda di un articolo di indiscrezioni pubblicato dal Wall Stree Journal, che sciorina numeri e lancia un succoso amo a tutti quelli che sono a caccia dell’affare del decennio.

Ma non sarà che la notizia, come un sufflé esagerato, si sta gonfiando troppo e che la bolla sia davvero pronta per scoppiare in mano a chi si lancerà sull’Ipo e, soprattutto, sul titolo nei primi giorni di quotazione? Se lo è chiesto anche Forbes, che nei giorni scorsi aveva sollevato alcuni interrogativi sulla società fondata da Mrk Zuckerberg e assurta ormai a simbolo di Internet 2.0 e futura gallina dalle uova d’oro del Nasdaq.

Fondata nel 2004, Facebook ha raggiunto 800 milioni di utenti in tutto il mondo, con 500 milioni che ogni giorno si collegano al sito e ormai, entro aprile 2012, dovrà rendere pubblici i propri bilanci secondo le regole della Sec, dal momento che ha superato i 500 azionisti, pur non essendo ancora sbarcata in Borsa.

Questo obbligo lascia immaginare che i vertici aziendali, in primis il fondatore Zuckerberg, possano decidere direttamente per la quotazione, che il Wall Street Journal, citando la solita “persona vicina al dossier”, colloca tra aprile e giugno 2012. Anche perché se poi i bilanci fossero deludenti potrebbero far scendere la febbre da Ipo e smontare l’entusiasmo dei corifei della new tech generations, quella che comprende LikedIn e Groupon, Zynga e Facebook, che sono entrate o stanno per entrare in Borsa.

Se veramente fosse quotata collocando un controvalore da 10 miliardi sul mercato, quella di Facebook sarebbe l’Ipo più costosa per una società tecnologica – più di cinque volte Google – e una delle più grandi di tutti i tempi. Secondo Dealogic sono 13 Ipo hanno superato un valore di 10 miliardi di dollari e, negli Stati Uniti, se ne sono contate solo tre: Visa Inc. da $19,7 miliardi nel 2008; General Motors Co. a $18,1 miliardi nel 2010; a AT&T Wireless Services Inc. a $10,6 miliardi nel 2000.

Il collocamento più ricca mai eseguito in tutto il mondo, è stato quello di Industrial & Commercial Bank of China, che nel 2006 mise sul mercato $21,9 miliardi di dollari di azioni e concluse il primo giorno di contrattazioni a un valore complessivo di $148 miliardi.

Ma Facebook sarà in grado di mantenere le promesse e non deludere le altissime aspettative che si stanno creando? Come scrive Forbes, la capitalizzazione di Google è circa 185 miliardi di dollari, da confrontare ai 100 miliardi teorici di Facebook, di cui ancora non conosciamo i numeri. Alcuni analisti valutano che il fatturato di Facebook raggiungerà i $4,27 miliardi quest’anno e dovrebbe raggiungere i 5,78 miliardi nel 2012. Quanto a Google, nel 2010 ha registrato un fatturato da 36 miliardi di dollari!

Ciò significa che Facebook sarebbe valutata, al momento del collocamento, 23 volte rispetto al fatturato, mentre Google vale solo 5 volte tanto. È una valutazione equa? Chi dice di sì spiega che Google ormai è una società matura e non ha grandi prospettive di crescita, almeno non di una crescita impetuosa, mentre Facebook deve ancora raggiungere l’apice e deve essere valutata in base alle potenzialità, non ai freddi numeri.

Chi dice di no, invece, sottolinea che Facebook ha sì moltissimi utenti, ma non è ancora chiaro come e se riuscirà a fare soldi con questi utenti. Secondo le banche che preparano la quotazione, la chiave saranno gli annunci pubblicitari profilati, cioè particolareggiati fino al dettaglio: per dire, la casalinga che vive in Sicilia e ha tre figli o l’architetto gay di Milano con una casa di più di 100 mq e le vacanze sempre al mare.

Ma c’è davvero qualcuno capace di pagare così tanto per fare pubblicità? e soprattutto disposto a farlo? Oppure i veri grandi investitori in pubblicità sono quelli che puntano sui grandi numeri e sul mercato di massa, come i film di cassetta o la telefonia mobile che si rivolge indifferentemente al manager o all’adolescente? Ognuno si può dare una risposta.

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Un commento

  1. Incredibile un’altro colosso scende in borsa, ma è questione di poco..

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